Orizzonti di Pianura è il portale turistico istituzionale di dodici Comuni della pianura bolognese. Lasciatevi guidare ala scoperta di queste terre ricche di storia, arte e natura.

Settembre 2010
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La storia

LE ORIGINI

La zona di Malalbergo era quasi certamente abitata fin dall'epoca romana come testimoniano i ritrovamenti avvenuti nel 1992 di una villa nei pressi di Altedo. Esattamente al km 0,700 di via Vita, sul lato sinistro della strada, in direzione Saletto di Bentivoglio, durante i lavori per il metanodotto Minerbio- Castel Maggiore sono venuti alla luce i resti di un edificio rustico di epoca romana.
Sono databili attorno al I-II sec. d.C., contemporanei a quelli rinvenuti a Bentivoglio. Si tratta soprattutto di laterizi e residui murari, scarsi invece i cocci di vasellame. Tre frammenti di laterizi sono contrassegnati da un'identica sigla "Q.I.S" , indicante la fornace di provenienza. Le analisi palinologiche (studio dei pollini e delle spore presenti nel terreno) ci hanno fornito un'immagine di questo territorio 2000 anni fa: scarsa presenza di alberi (10%), varie coltivazioni di piante ad uso alimentare (cereali, frutteti), prati e pascoli.

IL PERIODO MEDIEVALE

La prima testimonianza scritta che documenta l’esistenza di un nucleo abitato a Malalbergo la si trova negli "annali di Ferrara" dove compare "Maletum" (antico nome di Malalbergo) come uno dei luoghi ai confini della diocesi di Ferrara citati nella bolla di papa Vitaliano dell’anno 657. Un altro documento, cita Maletum come un piccolo paese collocato in " paludes et piscarias usque Vitricam". Si tratta della "Bolla di papa Adriano I ".

I primi documenti riconosciuti autentici in cui è nominato Maleto, portano la data 970: si tratta di donazioni e concessioni rilasciate da Ugo di Toscana alla badia di S. Michele di Martini e da Ornesto vescovo di Ravenna a Guarino conte di Ferrara. Non bisogna pensare che la zona di Malalbergo sia sempre stata valliva ed inospitabile, perché è solo dall’anno 1604 che si formano le Valli di Poggio e Malalbergo e le valli della Pegola e Tedo.

Durante il Medio Evo non ci sono notizie di una vasta valle e i problemi idrici sembrano tutti dovuti agli allagamenti del Savena e del Reno. L’economia di Malalbergo rimase agricola fin verso la fine del Medio Evo, quando si determinò una forte spinta all’espansione sia urbana che commerciale.

I SECOLI SUCCESSIVI

Maleto, poi Mal’Albergo, si trovava al confine con lo stato Estense e per di più collocato su un canale, il Navile, che rappresentava sempre più per Bologna una vitale arteria commerciale verso Ferrara e verso il nord.
La vicinanza al confine estense fu una delle principali cause dell’aumento demografico: parecchi fuoriusciti dal Ducato d’Este si stabilirono nel borgo favorendo la nascita di bettole e alberghi che divennero famosi nella zona.
Ma il maggior impulso all’economia locale fu dato dalla formazione del "porto" fluviale. Collegati alle attività portuali sorsero alcuni mestieri come i calafatai, i falegnami, i facchini, gli osti, i ladri e i malandrini. Fiorirono naturalmente anche bordelli e meretrici. Malalbergo però non rimase soltanto una realtà agricola; la presenza del porto infatti stimolò il commercio anche tra i lavoratori agricoli che potevano vendere i loro prodotti direttamente ai mercati delle due città.

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