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La storia

Le origini

Le origini di Bentivoglio sono da ricercarsi in epoche piuttosto remote.
In particolare bisogna arrivare alla civiltà villanoviana per trovare le prime documentazioni di insediamenti abitati su questo territorio:
nella frazione di Saletto, 4 km a nord-est del capoluogo, sono infatti state ritrovate alcune tombe a cremazione databili nel 930 a.C. e una stele del VI secolo a.C.

Con l’arrivo dei Romani si ebbe la prima bonifica delle terre paludose dell'attuale territorio di Bentivoglio: alcuni resti ritrovati testimoniano l'opera di insediamento di epoca romana e lo sviluppo di numerose installazioni rurali; la zona circostante l'attuale capoluogo era denominata "frassineta" (luogo dei frassini) ed è menzionata in documenti del 1176, anno in cui Bologna la rivendicò a scapito di Sancta Maria in Dunis.
A testimonianza della storica localizzazione del territorio bentivogliese esistono documenti del 948 d.C. e del 958 d.C. che attestano l'esistenza delle frazioni di Castagnolo Minore e di San Marino.

Il periodo medievale

Il nucleo centrale del territorio, oggi Bentivoglio, nell'età medievale era denominato Ponte Poledrano dovuto al passaggio di puledri ("poledri") sul ponte del canale Navile: quest'ultimo, costruito nei primi decenni del 1200
(i lavori di risistemazione sono stati varati nel 1224) come diramazione del fiume Reno, partiva da Casalecchio e attraversava la città di Bologna per poi continuare verso Malalbergo, sfruttando un vecchio alveo del torrente Savena, per poi confluire nuovamente nel Reno.

La storia e lo sviluppo della località di Bentivoglio sono strettamente legate al canale Navile: lungo il suo percorso sorsero numerosi edifici fortificati tra i quali appunto la Rocca di Ponte Poledrano fatta costruire dal Comune di Bologna nel 1390 di fianco al Mulino, anche questo sorto nel 1300 sul percorso del Navile, a difesa del confine verso i marchesi d’Este di Ferrara.

Il XV secolo e il toponimo

Il nome Bentivoglio dipende dall'omonima nobile famiglia bolognese, che qui fece costruire, nei primi anni del XVI secolo, proprio di fianco alla rocca, il castello denominato "Domus Jocunditatis" destinato a luogo di divertimento, per la caccia con i cani e i falconi e per la pesca.

I secoli XIX e XX

Bentivoglio, il più recente tra tutti gli insediamenti del circondario, accrebbe via via la propria influenza; dal 1811 ospita gli uffici comunali e con il regio decreto del 1 gennaio 1886 fu designato capoluogo: nacque il comune di Bentivoglio, il cui territorio era stato chiamato fino ad allora Santa Maria in Duno.
Nel 1817 la famiglia Pizzardi acquistò dal marchese Carlo Bentivoglio il castello di Ponte Poledrano con il mulino, la pila da riso, le terre e le valli limitrofe.
I Pizzardi, soprattutto nella figura di Carlo Alberto (1850-1922) intrapresero opere di bonifica che portarono al prosciugamento della palude e alla creazione di un ambiente più igienico, oltre che all'avviamento di un importante centro di produzione risicola e al potenziamento dello storico mulino, che è rimasto attivo fino al 1977.
Oltre alla bonifica del territorio Carlo Alberto Pizzardi diede inizio al restauro del castello e della rocca, affidato ad Alfonso Rubbiani, e alla costruzione di Palazzo Rosso, dando notevole impulso all'attività edilizia, tanto che quasi tutti gli edifici del centro risalgono a quest'epoca.