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Palazzi storici

Il Palazzo comunale

Il Palazzo Comunale, “Palazzo Torre”, sede del Municipio, risale al secolo XIV, quando sorse il primo edificio del complesso: la Torre detta ora dell’Orologio, anticamente della Guardia, poiché tale era la sua funzione.
Derivata dalla ricostruzione del paese operata dal cardinale Albornoz dal 1363 al 1379, era la più importante fortificazione del paese. E tale rimase fino al 1870-71, quando fu abbassata e del tutto ristrutturata, con l’aggiunta anche di una corona di merli ghibellini, “con il disegno e l’opera gratuita” dell’ingegnere budriese Luigi Menarini, come attestano, sull’arco del voltone, le due epigrafi dettate da Giosue Carducci.

Palazzo Medosi Fracassati, via Marconi

Risale al Seicento e fu  dimora della famiglia omonima. Sul finire di quel secolo ospitò un “Teatro delle commedie”, mentre oggi, a pianterreno, vi ha sede una elegante sala per esposizioni.

Palazzo Gandolfi (oggi Chiusoli),via Bissolati

Il suo aspetto odierno risale al 1830, quando furono riuniti dei fabbricati del Sei-Settecento.
La facciata a sud è ornata da un elegante timpano.
Sull’angolo nord-ovest, si erge una torre settecentesca che domina il cortile cinto di mura, formando, con la casa adiacente, un complesso caratteristico chiamato popolarmente “Corte del muto”.

Palazzo Tubertini, via Partengo (circonvallazione)

Villa con un’elegante facciata settecentesca ed una loggia a tre arcate a cui si accede da una doppia scalinata.
L’interno è stato frazionato in appartamenti.

Palazzo Guidotti (oggi ristorante "Giardino"), via Gramsci

Risale al XVI secolo.
La facciata e l’interno conservano quasi intatte la forma e le decorazioni aggiunte dai restauri del Settecento.

Palazzo Boriani Dalla Noce, oggi sede della Biblioteca "Augusto Majani"

E' il più imponente e signorile edificio di Budrio: già nel settecento si presentava articolato in più parti, con due cortili comunicanti per mezzo di un grande arco  per fare passare le carrozze.
Forma un isolato fra le vie Garibaldi, XX Settembre e Collo d’oca.
L'interno ha pregevoli affreschi alle pareti e sul soffitto.
Presso la Torre della Guardia, circa a metà del secolo XV, venne costruito un vasto fabbricato,  proprietà dapprima dei signori Manzoli, poi della ricca e illustre famiglia budriese dei Benni, i quali, nel 1678, lo cedettero alle Suore Serve di Maria, che ne fecero il loro convento.Il palazzo passò poi, con i beni delle Confraternite religiose e delle Opere Pie budriesi, alla “Congregazione di Carità” e da questa fu venduto nel 1877 al Comune, che voleva trasformarlo nella sua sede ufficiale. Nel 1879 ebbero inizio i lavori di restauro ( o meglio di totale rifacimento), diretti sempre da Luigi Menarini, che, in omaggio ai dettami della moda artistica in voga, adotta per la facciata lo stesso stile neogotico usato per la Torre. Dell’antico prospetto furono mantenuti soltanto, insieme all’impostazione di base, le cornici di alcune finestre del primo piano e due piatti ornamentali di ceramica faentina ritrovati nello smantellamento dell’ultimo piano e collocati in alto sulla facciata (il secondo e il quarto per chi guarda); gli altri quattro, frantumati e irrecuperabili, furono sostituiti con fedeli copie eseguite a Faenza.
Anche il Palazzo fu ornato di merli ghibellini e unito alla Torre, costituendo un complesso omogeneo ed equilibrato. Sulla facciata, su cui vennero poste nel 1889 epigrafi commemorative e medaglioni dedicati a Garibaldi e a Mazzini, furono murate le lapidi in arenaria dei secoli XV e XVI, con gli stemmi di commissari inviati a Budrio in quei tempi dal governo bolognese per amministrare la giustizia. Finiti i lavori esterni, il Palazzo Comunale fu inaugurato il 21 agosto del 1881 con una grande festa e molti discorsi di illustri oratori, fra cui Filopanti.
Si passò quindi alla sistemazione interna degli uffici, in particolare della sala del Consiglio. Il progetto dell’ornamentazione dell’ambiente (i cui lavori terminarono nel 1885) fu di Alfonso Rubbiani, noto progettista di restauri, che in quegli anni partecipava attivamente alla vita di Budrio, essendo consigliere comunale (1879-1889), più volte assessore e vicesindaco. Tutti gli arredi lignei furono eseguiti su disegni suoi; suoi pure i disegni delle elegantissime cancellate divisorie in ferro battuto, le vetrate e la composizione delle quattro suggestive epigrafi dipinte sulle pareti, rievocanti la storia di Budrio. La restante decorazione fu opera del pittore Achille Casanova,  che dipinse gli stemmi delle frazioni e del Comune ai lati delle epigrafi, usando come sfondo floreale il motivo degli steli della canapa, la pianta che fu per gran tempo vanto e ricchezza dell’agricoltura budriese. Sulla porta di ingresso della sala, nel 1895, fu posto il busto di Quirico Filopanti, morto l’anno prima. Nel 1906 fu completato l’elegante scalone d'accesso, a capo del quale un leone marmoreo poggiato sul capitello di una colonnetta ottagonale, regge lo stemma di Budrio, opera dello scultore budriese Arturo Orsoni.
Nel 1911 un altro artista budriese, Giovanni Venturoli, decorò in un arioso stile liberty l’atrio e le pareti laterali dello scalone, alternando massime latine sul buon governo agli stemmi delle frazioni.
Nell’atrio trova oggi la sua collocazione anche il congegno meccanico, restaurato nel 1999, con i suoi pesi e la sua splendida pendola, che ha fatto funzionare  l’orologio della Torre  fino a che i moderni meccanismi al quarzo non l’hanno sostituito. Costruito da Antonio Clodoveo Franchini nel 1871, secondo tecniche secentesche, entrò in funzione nello stesso anno, nella Torre appena restaurata dal Menarini.A completare poi l’opera di  recupero totale del Palazzo Comunale, sulla cima della Torre svetta nuovamente l’antico leoncino che fungeva da banderuola, ricuperato e restaurato nel 1998: frutto di una tecnica manuale ed artigianale antica, come evidenziano le linee rotondeggianti della testa dell’animale, rappresenta più un cucciolo che non il leone adulto e superbo dello stemma e del Gonfalone del Comune.
Oggi, negli uffici e nei corridoi dei vari piani si possono ammirare opere di artisti locali ed internazionali, donati al Comune dopo esposizioni, che formano una vera e propria galleria di arte moderna offerta gratuitamente e sempre fruibile dai cittadini.
Davanti al Palazzo Comunale si apre la piazza (già Piazza Maggiore) intitolata a Quirico Filopanti nel 1895. Al centro campeggia il monumento in bronzo, sempre a lui dedicato, opera dello scultore Tullo Golfarelli, eretto nel 1913.

Le scuole

L’edificio, situato in viale Muratori, fu iniziato tra il 1903 e il 1904 su progetto dell’ingegner Attilio Evangelisti e portato a termine nel 1908.
Splendido esempio di architettura liberty, è ornato da un suggestivo fregio a colori che abbraccia la costruzione con due fasce: una sulla metà delle pareti, con la rappresentazione di ninfee, l’altra presso il tetto, con un intreccio di luminosi fiori e frutti di melograno.
Ne fu autore Alfredo Tartarini, fra i principali esponenti della corrente liberty a Bologna.
Alla realizzazione del fregio, che si protrasse dal 1905 al 1908 sotto la guida del pittore bolognese Achille Casanova, partecipò anche l’ornatista budriese Oreste Arturo Dal Buono.

Nel 1999 il Palazzo è tornato all’originario splendore grazie al restauro, voluto dai cittadini e dall’Amministrazione Comunale e inserito nel Progetto europeo Freu, per la salvaguardia del liberty.
Nel maggio 2005 le Scuole Elementari sono state intitolate alla professoressa Fedora Servetti Donati, studiosa di storia locale e autrice di importanti opere storiche sul territorio budriese.