Home - - Ville e castelli

Ville e castelli

Le ville di Bagnarola di Budrio

Il complesso delle ville di Bagnarola è estremamente interessante in quanto consiste in una sintesi di tutte le esperienze di ville nel bolognese dal XVI al XIX secolo.
La prima costruzione, il castello dei Bentivoglio, risale al '500 mentre del XVIII secolo è la costruzione della Villa Ranuzzi Cospi.
Quel che contraddistingue questo complesso, è la presenza di ampi spazi verdi dove pergole e filari la fanno da padrone costituendo un continuum con le ville adiacenti.

Le costruzioni ottocentesche rispondono alle esigenze scenografiche che si andavano diffondendo in quell'epoca in tutta l'architettura bolognese.
Presso il castello, partiva un viale che conduceva al Casino che Aurelio Malvezzi fece costrure nel 1623 su un preesistente nucleo appartenente ai Cospi, a cui furono aggiunti la cappella di Sant'Anna (semidistrutta) e il teatro dei Bibiena (purtroppo andato distrutto a inizio '800 a causa di un incendio).
Interessante è anche la ghiacciaia che nelle forme, pressocchè identiche a quelle della cappella, mostra oggi la volta di sostegno una volta coperta dalla collinetta di terra solcata da due rampe di scale che portavano a un belvedere posto sulla parte alta.
Il complesso fu ulteriormente arricchito ai primi del XVIII secolo da un fabbricato con portico e botteghe per ospitare la fiera annuale di merci e bestiame.

Questo complesso fu trasformato nel 1737 nel Floriano (dal nome del committente) con le tipiche linee neoclassiche particolarmente accentuate nella facciata rivolta a sud e arricchita dallo splendido scalone d'ingresso.

Il Floriano

Il primo edificio, nato per ospitare la fiera delle merci di Bagnarola, su disegno del Monari, prevedeva un portico al piano terreno che costituiva un percorso coperto su cui si aprivano le stalle per il bestiame; al di sopra vi era un lungo loggiato che nel 1737 diede posto a vari saloni.
A questo periodo risale l'intervento del Torreggiani che fu chiamato a riordinare gli edifici che divennero poi il "borgo nuovo" di Bagnarola.
Le lesene corrispondono ai sostegni delle logge del Monari mentre colonne binate reggono le volte introdotte a sostituire i primitivi solai in legno.
Le due ali laterali (una per accogliere la cavallerizza e l'altra destinata agli appartamenti) vennero realizzate successivamente con eleganti scaloni.
Il recinto del Borgo è ancora opera del Torreggiani raccordato in un primo tempo al Floriano e soltanto successivamente collegato alle ali mediante un cancello.

Il compito di questo architetto fu infatti principalmente quello di creare un insieme unitario.
La forte orizzontalità che caratterizza l'edificio è movimentata dai lucernari angolari e dal grande timpano centrale di gusto neoclassico.

Il rifacimento della facciata sud fu affidato agli inizi dell'800 all'architetto Venturoli che diversamente dal Torreggiani non si preoccupò di mantenere una certa corrispondenza tra gli interni e gli esterni.
Per conferire infatti maggiore sontuosità alla facciata crea grandi e inutili finestre, talvolta finte.
Oltre il tetto non esitò ad innalzare un frontone che incombe però sulla facciata barocca del Torreggiani alterandone l'aspetto originario.
L'effetto scenografico, che concepiva la facciata come un'enorme fondale teatrale, prevedeva anche un viale lungo 10 km che però non venne mai realizzato.
Nel Floriano è ancora evidente l'importanza del verde, soprattutto nello splendido giardino all'inglese.
Anche gli arredi interni si sono conservati e costituiscono l'unica caratterizzazione delle sale interne disposte in maniera piuttosto elementare.

Villa Giulia, via San Donato, 42

Immersa in un bellissimo parco, da sottolineare è la decorazione del loggiato che riproduce rampicanti sul loggiato e vedute di paese sulle pareti.

Villa Grassi

Costruita dalla famiglia Grassi nella seconda metà del '500 è importante soprattutto per le decorazioni delle quattro sale al primo piano che riproducono con fregio a grottesche e riquadri istoriati "storie della vita di Giuseppe", "le stagioni", ed "episodi della vita dell'uomo".

Palazzo Odorici detto Palazzo di Sopra

Forse di origine cinquecentesca, il palazzo fu di proprietà  dei Bentivoglio fino alla metà del XVIII secolo quando fu acquistato da Pier Antonio Odorici, il cui nipote, dissipato tutto il patrimonio, scomparve nel 1798.
Il palazzo passò quindi al conte Prospero Ranuzzi Cospi e poi ai Malvezzi, finchè passò definitivamente a una cooperativa di braccianti che lo trasformò in abitazione deturpando notevolmente gli ambienti e le opere d'arte.

Villa Ranuzzi Cospi detta Palazzo di sotto

Il casino di campagna cinquecentesco  fu demolito nel 1700 per lasciare spazio alla villa voluta dal Ranuzzi Cospi.
La villa presenta due corpi isolati che lo fiancheggiano conclusi da due prospetti di chiesette.
All'epoca la villa conservava un'importante quadreria con tele del Reni.
Altre decorazioni arricchiscono gli altri ambienti mentre il quadro della cappellina è di Gaetano Gandolfi.

Palazzo Ratta a Vedrana di Budrio

L'edificio fu realizzato nel XVIII secolo per volontà del marchese Giuseppe Carlo Ratta, senatore dal 1706 al 1725.
La costruzione è arricchita all'interno da tempere con paesaggi e da un sontuoso scalone.

Villa Rusconi, Mezzolara

Dell'antico fabbricato quattrocentesco rimangono le tre arcate della facciata mentre l'edificio ha subito un forte rimaneggiamento in stile neomedievale durante il XIX secolo.

La Tuè, Vedrana

Il termine deriva dal latino medievale "tuata" o  "tubata" che significa torre. E infatti presso la villa si trovava una torre distrutta nel 1945.
Gli ambienti del pianterreno sono coperti con volte sostenute da capitelli cinquecenteschi.
L'affresco della "Madonna col Bambino" è attribuibile alla scuola bolognese cinquecentesca.

villa Zambeccari, riccardina

La villa esisteva già nel 1578 e ne conserva essenzialmente i caratteri nonstante i vari rimaneggiamenti subiti nei secoli successivi.

Villa Zani, Vigorso

Più volte rimaneggiata, risalente alla prima metà del XVII secolo, ha subito anche diversi passaggi di proprietà.