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La Storia

Le origini e il toponimo

La prima documentazione relativa a Baricella risale al XIII secolo quando si va delineando un territorio concretamente organizzato.
In origine unica comunità amministrativa con quella di Altedo, insieme a Minerbio componeva una zona detta fino al XIII secolo “Valle dei Conti”.
Le inondazioni del Savena dovevano rendere queste terre ricche di zone paludose e inospitali fino almeno alla prima metà del XIV secolo; da qui derivava la primitiva denominazione Guazzarello.
Lo stemma a tutt’oggi è testimone della condizione storica in cui versava il territorio all’epoca: vi è infatti rappresentato un pesce alimento fondamentale delle valli attraversate dal fiume Savena e un traghetto che fino alle opere di bonifica con la costruzione del cavo benedettino transitava nel XVII secolo sul Canale Navile attraversando la frazione di Passo Segni.
Risalgono alla prima metà del XV secolo i primi documenti che attestano l’esistenza di Barigella che nello stesso secolo divenne indipendente giuridicamente da Altedo a causa delle difficoltose comunicazioni tra le due comunità dovute alle ripetute inondazioni di quei terreni.
Il nome è da ricondurre al fatto che il territorio posto al confine orientale del territorio bolognese al limite con il territorio ferrarese degli Este presso il fiume Savena confine al tempo di traffici locali, anche clandestini, fu scelto come base dei bargelli ossia ufficiali incaricati di servizi di polizia e di controllo fiscale.
La condizione economica benestante della popolazione è comunque documentata dalla ricostruzione della chiesa parrocchiale nel 1461 ormai diventata troppo piccola per le esigenze di una comunità in continuo sviluppo.

Il XVI secolo

Nella prima metà del XVI secolo questo territorio fu poi costituito in contea con l’investitura feudale nel 1532 dei due cugini Lattanzio e Ludovico Felicini, feudo che dopo pochissimo tempo, fu soppresso per il timore da parte papale che l’aumento dei feudi limitasse il potere della città sulla campagna.
Il villaggio tornò quindi a dipendere dal governo senatoriale di Bologna.

Il XIX secolo

Lavori di bonifica portarono poi il territorio a un generale risanamento.
L'organizzazione amministrativa del Comune in epoca napoleonica e i riflessi della prima industrializzazione avvenuti tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo videro inoltre la costruzione nel maggio del 1891 della tramvia che con un percorso della durata di un’ora e trenta collegava il comune alla città di Bologna.
Dello stesso periodo è una fiera che oggi richiama ancora tantissimi visitatori: La Fira di Sdaz, istituita nel 1856 prima come fiera del commercio e dell’agricoltura e poi delle merci e del bestiame.
Nel 1828 fu inaugurato anche un teatro, piccolissimo, di cui oggi rimane soltanto una labile testimonianza. Si trovava nella sala dell’allora Casa Zucchini, oggi casa Ballandi dove ancora oggi sono riconoscibili alcune decorazioni e figurazioni parietali di soggetto neoclassico.