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Palazzo Bonora

Storia

Sito nella frazione di San Venanzio a circa 5 km da Galliera, l'ottocentesco Palazzo Bonora si erge dinanzi alla chiesa.

Caratteristici sono i telamoni, le due statue di pietra che sorreggono il grande balcone ricalcando modelli urbani, e in particolare, il portone di Palazzo Davia Bargellini a Bologna.

Sede degli uffici comunali dal 1948, il palazzo era in origine residenza della famiglia di imprenditori agrari che per vari decenni gestirono direttamente e con profitto il patrimonio terriero del Ducato di Galliera.

La calata delle truppe napoleoniche nel 1796 aprì per la pianura del Reno una nuova fase, segnata dalle vicende di uno sviluppo agricolo di tipo capitalistico. Principale fautore del processo di modernizzazione dell’economia agraria bolognese fu Antonio Aldini. Rampollo di una famiglia dell'alta borghesia, nipote dello scienziato Luigi Galvani e lui stesso docente di diritto, fu ministro di Napoleone e tra i fondatori della Repubblica Cisalpina.

Tra Galliera e San Pietro in Casale l’Aldini riuscì ad acquistare negli anni a cavallo tra Settecento e Ottocento ben 52 fondi di terra, che accorpò secondo i criteri di una gestione produttiva unitaria. Venne così a formarsi un’azienda di notevoli dimensioni, comprendente novanta edifici rurali, vie di comunicazione interne e un moderno sistema irriguo che permetteva la coltivazione del riso su vasta scala. Il riso veniva condotto tramite il Canale Riolo al porto di Malalbergo e di lì inviato a Bologna sul Navile. Le risaie erano condotte “in economia” (cioè attraverso lavoro salariato), segnando le premesse del definitivo superamento della mezzadria nelle campagne bolognesi e la trasformazione delle famiglie contadine nel nuovo proletariato rurale.

Nel 1812 la tenuta venne acquistata da Napoleone che l’anno dopo la investì del titolo di “Ducato di Galliera”, solida dote patrimoniale per la nipote Giuseppina Eugenia Beauharnais, figlia del Viceré d’Italia.

Per l’erede, Napoleone aveva già comprato a Bologna la grandiosa residenza della famiglia senatoria dei Caprara, oggi sede della Prefettura. Palazzo Caprara fu annesso al patrimonio del Ducato di Galliera, diventandone la sede di governo. Nel 1823, Giuseppina Eugenia, col titolo di principessa di Bologna e duchessa di Galliera, sposa il principe Oscar di Svezia. I reali di Svezia non dimostrarono nessuna inclinazione per l'amministrazione delle terre e si preoccuparono solo di trasferire in Svezia il patrimonio artistico del ducato: ancora oggi la collezione Galliera costituisce un'importante sezione della quadreria di corte di Stoccolma.

Caduto Napoleone, nel 1837 sia Palazzo Caprara sia la tenuta di Galliera furono vendute al marchese De Ferrari di Genova, che ottenne da Papa Gregorio XVI il ristabilimento del Ducato di Galliera col relativo titolo, diventandone il legittimo portatore.

Nella metà dell’Ottocento lo sviluppo tecnico-produttivo dell’azienda toccò l’apice, ma il nome di Galliera ebbe risonanza a livello internazionale soprattutto grazie alla filantropia della moglie del De Ferrari, ultima discendente dei Brignole Sale. Maria, Duchessa di Galliera, morì a Parigi nel 1888, dove lasciò a perpetuare Oltralpe il nome di Galliera un elegante edificio del XIX secolo, Palazzo Galliera appunto, oggi sede del Museo della Moda.

All’inizio del Novecento il Ducato venne frazionato e messo in vendita dai suoi ultimi proprietari, Eulalia di Borbone e Antonio d’Orléans, Infante di Spagna, ultimo figlio di Luigi Filippo Re dei Francesi.

Informazioni

Palazzo Bonora
Piazza Eroi della Libertà, 1
40015 Galliera (BO)

protocollo@comune.galliera.bo.it
www.comune.galliera.bo.it

Per informazioni:
Ufficio Segreteria del Sindaco
Tel: 0039 051 6672911
Fax: 0039 051 6672999