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Settembre 2010
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Pieve dei Santi Gervasio e Protasio

La Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, chiesa parrocchiale, sorge ad un chilometro circa ad ovest del centro budriese ed è la prima chiesa del territorio e fra le più antiche della diocesi bolognese.
Testimonianza della sua antica origine sono un gruppo di epigrafi, romane e longobarde, dei secoli V-VIII, ora murate sotto il portico dell’edificio sacro e la "chiesa sommersa", attribuibile al secolo VIII-IX d.C., che si trova sotto il pavimento dell’attuale edificio è a tre navate, che terminano in tre absidi semicircolari.
Scoperta nel 1700, oggi, ricolma di fango, è accessibile solo nella parte absidale.
Anche il campanile romanico, adiacente, potrebbe  risalire anche a prima dell’XI secolo.
L’attuale forma architettonica dell'esterno risale al secolo XVIII, quando venne costruita l’elegante facciata ed eretto un nuovo portico.
L'interno presenta tre navate:
la centrale, coperta da volta a botte, risalente al XVII secolo;
le laterali, con quattro cappelle per lato, furono aggiunte nei restauri del 1810.
Nella prima cappella di sinistra si trova la preziosa croce di marmo bianco, di epoca carolingia (828 d. C.) con accanto l’antico fonte battesimale ricavato da un capitello di epoca tardo-romana.

Nelle  altre cappelle opere pittoriche di Iacopo Alessandro Calvi, detto il Sordino (1740-1815); di Giuseppe Marchesi, detto il Sansone( 1727); di Ubaldo Gandolfi (1727-1781) e di pittori della scuola bolognese del Reni e dell’Albani.

Nella terza cappella di sinistra c’è un’opera contemporanea, la pala d’altare dedicata a S. Clelia, realizzata dal budriese Dante Mazza nel 1991. 

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