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Museo Ferruccio Lamborghini

"Volevo una struttura dinamica, che esaltasse l'intelligenza, la creatività e la particolarità dell'uomo a cui è dedicata; un autentico spaccato di civiltà industriale, in cui tutto ciò che vi è esposto viene esaltato da una architettura di design post-industriale". Tonino Lamborghini.

Il nuovo Museo ad Argelato

Il Museo Ferruccio Lamborghini è stato recentemente trasferito dalla sua prima sede ferrarese (Dosso di S. Agostino) in un nuovo spazio polifunzionale di 9.000mq denominato Forum Tonino Lamborghini, situato nell'ex-stabilimento Lamborghini di Argelato (BO), sapientemente recuperato attraverso un intervento di riqualificazione industriale di forte impatto.. Moderno contenitore, il Museo Ferruccio Lamborghini, grazie ad una collocazione particolarmente strategica, una collezione unica nel suo genere ed un brand conosciuto in tutto il mondo, si candida a diventare uno dei punti di riferimento della Motor Valley bolognese.

Nel 1995 fu inaugurato il primo Museo Polifunzionale Ferruccio Lamborghini accanto allo stabilimento della Lamborghini Calor, immerso in quella campagna ferrarese che diede i natali a Ferruccio. Dopo 19 anni e migliaia di visitatori da tutto il mondo, il figlio Tonino Lamborghini ha deciso di avvicinare il Museo alla città di Bologna e di dare ancora maggior risalto alla storia di suo padre, dedicandogli un nuovo spazio espositivo. Un percorso che racconta la storia del mito del Toro celebre in tutto il mondo all'interno di uno spazio più ampio, appositamente studiato per l'accoglienza di un nuovo e più numeroso pubblico.
Il Museo raccoglie tutta la produzione industriale dell'ing. Honoris Causa Ferruccio Lamborghini: dal primo trattore Carioca con cui ha dato il via nel 1947 al suo gruppo industriale passando per i primi trattori cingolati fino ai modelli degli anni ‘70; dal prototipo della 350GTV alla 400GT; dalla mitica MiuraSV personale di Ferruccio all'avveniristica Countach; dagli esemplari di Jarama ai prototipi di Jalpa; dalle Urraco alla Espada con apertura ad ali di gabbiano che ha ispirato l'auto del film "Ritorno al futuro"; l'offshore Fast 45 Diablo Classe 1 di 13,5 metri con motori Lamborghini 11 volte campioni del mondo; uno splendido esemplare omologato di elicottero Lamborghini con doppi comandi; bruciatori, caldaie e sistemi di raffreddamento Lamborghini; la famosa "Barchetta" costruita da Ferruccio per partecipare alla Mille Miglia del 1948; la ricostruzione del primo ufficio personale di Ferruccio alla Lamborghini Trattori con suoi oggetti personali; uno spazio dedicato ad altre auto e moto di quel periodo in un contesto di comparazione; riconoscimenti ufficiali e foto dell'epoca per ricordare non solo le vicende di Ferruccio, ma anche quelle della famiglia Lamborghini e di migliaia di persone che hanno ruotato attorno a lui.
Il nuovo e poliedrico museo racchiude anche un'ala dedicata all'esposizione di prodotti di design industriale degli anni ‘50-‘70 e modelli di auto e moto di altri marchi storici del periodo di Ferruccio Lamborghini in un contesto di comparazione.
Uno spazio dedicato al valore della memoria, ma, allo stesso tempo, proiettato verso il futuro, l'innovazione e la sfida: un viaggio dentro al Mito che rappresenta un'eccellenza del Made in Italy nel mondo.

Situato nel cuore della Motor Valley, al centro di quell'Emilia intensamente amata da Ferruccio, il museo offre ai visitatori di tutte le età la possibilità di vedere da vicino questi tesori che hanno fatto la storia dell'innovazione automobilistica e del design italiano. Un luogo vivo, dinamico, suggestivo e pieno di energia pronto ad accogliere appassionati, turisti e tutti coloro che cercano una cornice d'eccezione per eventi, convention e cene di gala.

(Foto: Ingresso principale del Museo Ferruccio Lamborghini - Museo FLamborghini©AndreaMargelli)

Ferruccio Lamborghini

Ferruccio Lamborghini nasce a Renazzo, in provincia di Ferrara, il 28 aprile 1916. Sin da ragazzo è animato dalla passione per i motori e per le macchine.
Terminata la scuola elementare frequenta l'Istituto di formazione professionale "Fratelli Taddia", da sempre fucina di imprenditori centesi; ottenuta la licenza decide di andare a lavorare come apprendista da un fabbro della zona, dove impara i segreti della lavorazione del ferro e della saldatura.


Riesce a farsi assumere a Bologna dal Cavalier Righi, titolare dell'Officina più importante della città che in quel momento ha in appalto la revisione dei mezzi dell'Esercito: questo periodo, seppur breve, rimarrà fondamentale per l'esperienza e la competenza di Ferruccio.

A18 anni apre una bottega a Renazzo dove Ferruccio acquista automobili e motociclette usate che rimette a nuovo.

Dopo la seconda guerra mondiale il Centese esce dal conflitto in condizione privilegiata rispetto ad altre aree, ma l'agricoltura, per secoli la maggiore fonte di reddito della zona, è caduta in una crisi da cui stenta a risollevarsi. In questo contesto, Ferruccio decide di mettere alla prova le proprie conoscenze tecniche e meccaniche: intuisce che c'è mercato per la meccanizzazione dell'agricoltura su larga scala e alla fine del 1947 decide di produrre un trattore economico e potente, destinato ai contadini "della Bassa" e ai loro piccoli poderi. Compra materiale bellico, fa migliorie al motore e al sistema di alimentazione, produce internamente un telaio molto semplice: così nasce il Carioca, che viene presentato al pubblico il 3 febbraio 1948 in occasione di San Biagio, patrono del paese.
La risposta degli agricoltori è subito buona, Ferruccio riceve diversi ordini e di conseguenza decide di ampliare la produzione.

Nel 1951 occorre trasferirsi in un edificio più grande: Ferruccio acquista un terreno di diecimila metri quadrati nell'aria dell'ex ippodromo e lì mette in piedi il primo stabilimento di produzione vero e proprio: nasce la Trattori Lamborghini.

All'inizio degli anni Cinquanta avviene quindi il passaggio da artigiano a industriale. I dipendenti della Lamborghini trattori aumentano proporzionalmente alla produzione, il nome di Ferruccio diventa famoso nel mondo. Sono gli anni che preannunciano il boom economico e Ferruccio ancora una volta ha dimostrato l'abilità di cogliere le opportunità che gli si presentano e di capire ciò che vuole il mercato.
Vengono progettati nuovi prodotti, si continua a investire in innovazione tanto che all'inizio degli anni Sessanta la Lamborghini Trattori si conferma come azienda leader del settore.

Questi anni di grande fermento e trasformazione danno a Ferruccio l'occasione per dare forma alla sua antica passione per le macchine: alla fine del 1962 convoca i collaboratori e annuncia l'intenzione di iniziare a costruire automobili. Come responsabile del progetto granturismo assume l'ing. Gian Paolo Dallara, giovane dotato di un'eccellente preparazione tecnica con cui si instaura una profonda sintonia professionale e personale; la progettazione del motore viene invece affidata a Giotto Bizzarrini, che ha lavorato per quattro anni alla Ferrari, occupandosi fra l'altro dello sviluppo della 250GT 2+2 e della GTO. Anche in questo caso Ferruccio ha molto chiaro ciò che vuole: motore 12 cilindri a V, quattro alberi a camme in testa, due valvole per cilindro, sei carburatori e lubrificazione a carter secco. L'intenzione di Ferruccio è presentare la nuova automobile al Salone dell'Auto di Torino nel 1963; acquista un terreno a Sant'Agata bolognese e i tecnici lavorano in un fabbricato lì accanto, mentre nel frattempo si costruiscono gli stabilimenti dell'azienda che diverrà poi la Lamborghini Auto. Come simbolo della nuova casa sceglie il Toro: combattivo, caparbio, mai arrendevole, come il suo segno zodiacale.
Lo stabilimento viene inaugurato nell'autunno del 1963.
Comincia la produzione in serie della vettura all'interno di uno stabilimento di undici mila metri quadrati, con due catene di montaggio (una per i motori e l'altra per l'assemblaggio) e macchine modernissime.

Nel 1966 al Salone dell'Auto di Ginevra, Lamborghini presenta una macchina destinata a entrare nella storia: la P400 Miura. Una granturismo veloce, grintosa, estremamente innovativa e dallo stile unico ed inconfondibile. La Miura è considerata a tal punto un'opera d'arte che viene esposta al MOMA fin dal 1968.

In seguito alla crisi petrolifera e alle normative che fortemente limitavano l'uso dell'automobile, in particolare delle supersportive, Ferruccio iniziò a pensare di ritirarsi dall'attività di costruttore. Nel 1972, senza alcun preavviso, cedette la quota di maggioranza dell'azienda automobilistica e si ritirò nel suo vigneto in Umbria dove morì all'età di 76 anni.

Info per la visita

MUSEO FERRUCCIO LAMBORGHINI
c/o Tonino Lamborghini Forum
via Galliera 319 - 40050 Funo di Argelato (BO)
 
Tel. (+39) 051 863366
mob.  (+39) 347.0380388 / (+39) 345.2637045 
www.museolamborghini.com

per visite: reservation@museolamborghini.com
per informazioni: info@museolamborghini.com
per richieste stampa: press@museolamborghini.com
 
 
ORARI
Il museo è aperto al pubblico nei seguenti orari: per i mesi di Aprile e Maggio il museo sarà aperto anche tutto il lunedì e la domenica pomeriggio; da giugno rimarrà comunque aperto il lunedì ma la domenica chiuso.

Lunedì - venerdì 10-13/14-18
Sabato - domenica 14.30-18.30

Aperture straordinarie:

  • 25 aprile orario continuato 10-18
  • 1 maggio orario continuato 10-18

Orario estivo:
lunedì-venerdì 10-13/14-18
sabato 14.30-18.30
domenica chiuso

Chiusura estiva dal 4 al 20 agosto compreso


COSTO DEI BIGLIETTI

  • Intero 15,00 Euro
  • Ridotto  10,00 Euro (per le seguenti categorie: Studenti con tessera universitaria, Scolaresche accompagnate, insegnati accompagnatori di scolaresche, Over 65, Minori fino a 14 anni, Disabili e invalidi e loro accompagnatore, Autisti di pullman accompagnatori di gruppi in visita, Gruppi di almeno 25 persone in visita libera)
  • Gratuito per minori di anni 5 accompagnati

 

TOUR DEL MUSEO
Il Museo è disponibile per visite guidate con personale qualificato che provvede ad accompagnare i visitatori all'interno dell'universo di uno dei più grandi costruttori meccanici di tutti i tempi.
Le guide si soffermeranno sui modelli più importanti che hanno creato il mito del Toro, raccontando particolarità tecniche e di design. Inoltre, la storia del genio di Ferruccio sarà arricchita da aneddoti personali tramandati dalla famiglia o narrati negli scritti dell'epoca.
La visita sarà della durata di circa 1 ora.

Tariffe delle visite guidate:
Tariffa per visita guidata (solo in lingua italiana ed inglese) da 1 a 14 persone: 23,00 Euro 
Tariffa per visita guidata (solo in lingua italiana ed inglese) da 15 a 24 persone: 20,00 Euro

N.B. Le visite in lingua diversa dall'italiano e inglese, vanno sempre prenotate anticipatamente
Per informazioni rivolgersi a Carmelo Basile:
T: (+39) 347.0380388
E: reservation@museolamborghini.com

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