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Chiesa di Santa Maria

Storia

Già nel XIV secolo i documenti riportano la presenza della chiesa di Santa Maria del Guazzarello, ma l’importanza assunta come luogo di culto di un vasto territorio portò già nel 1461 alla sostituzione con un nuovo edificio architettonico. Tra il 1573 e il 1598 fu ristrutturata con l’integrazione di nuove cappelle dedicate al culto dei santi per contrastare l’azione della riforma protestante che invece ne condannava l’idolatria. Nel 1606 fu eretta a pieve e sottratta quindi alla giurisdizione di Dugliolo.
L’aumento della popolazione e quindi le nuove esigenze della comunità portarono a un intervento di ristrutturazione tra il XVII e XVIII secolo, periodo in cui raggiungerà la sua massima dimensione.
Non si pensò a una ristrutturazione dell’edificio precedente ma alla costruzione di un edificio completamente nuovo.
La facciata, scandita da lesene, fu costruita su disegno dell’architetto Giacomo Bartoli di Lugano.
Il crocifisso ligneo, recentemente restaurato, fu donato alla chiesa dal senatore Cesare Bianchetti e ritenuto miracoloso dai fedeli. In caso di calamità infatti veniva esposto o portato in processione.
Nel 1757 Giuseppe Schiassi cominciò la sistemazione della piazza di fronte alla chiesa e del campanile realizzando un nuovo edificio su quello precedente che era in pessimo stato.
L’erezione della nuova chiesa cominciò nel 1788 per concludersi nel 1794 con la benedizione avvenuta l’8 settembre di quell’anno. La consacrazione risale invece al 1836.

Le decorazioni interne

In questa chiesa è evidente la teatralità tipica dello stile neoclassico con capitelli corinzi che imitano i modelli dell’antica Roma.
Di rilievo artistico sono le due tele del pittore ottocentesco Fancelli: il Sant’Antonio da Padova in adorazione del Bambino e la tela dell’altare maggiore che come era uso al tempo celava il “mistero” della terracotta policroma di epoca cinque-seicentesca raffigurante la Madonna col Bambino e San Giovannino.
La Madonna incoronata con il Bambino fa parte di quelle numerose opere plastiche che nel XVIII secolo proliferano come opera devozionale e continuamente ridipinte.
Tra le opere pittoriche vale la pena ricordare la Madonna del Rosario legata al culto che si sviluppa in epoca controriformista e che vede lo svilupparsi di un modello tipico della figura centrale della vergine attorniata dai 15 misteri in telette separate.

Da non perdere

Lo Schiassi, oltre ad arricchire il campanile della chiesa di altre due campane e di un nuovo orologio inaugurato nel dicembre del 1836, fu anche il promotore del ripristino di un’antica via crucis lungo la Savena Vecchia, dopo la scomparsa di quella costruita nel 1629 che comprendeva 14 croci in legno. Furono così costruiti 14 pilastrini in cotto disegnati dall’Ing. Vannini contenenti dei bassorilievi di terracotta decorata ad olio, opera del sacerdote bolognese Lorenzo Lippi.

Sul basamento della colonna della prima stazione situata nella piazza della chiesa coincidente con quella costruita due secoli prima (come riporta la targa del 1652 ancora oggi presente) fu posto un bassorilievo raffigurante la Vergine Addolorata dello scultore Luigi Roncagli.

Delle 14 stazioni si è conservata soltanto quella sul lato destro della strada di fronte a via Altedo, restaurata l’8 settembre 1894 in occasione del centenario della chiesa di Santa Maria. Le altre furono distrutte per lasciare posto alla costruzione della tramvia.

Informazioni

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40052  Baricella  (BO)

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Orari S. Messe:
- giorni festivi ore 8.15 – 11.15
- giorni prefestivi il sabato sera 18.30
- giorni feriali ore 8.30 tranne il mese di Maggio (ore 20.30) e da Settembre a Dicembre compresi (ore 18.30)

Feste della parrocchia:
8 settembre - Solennità della Natività della B. V. Maria Patrona di Baricella

Ulteriori informazioni:
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