Orizzonti di Pianura è il portale turistico istituzionale di dodici Comuni della pianura bolognese. Lasciatevi guidare ala scoperta di queste terre ricche di storia, arte e natura.

Settembre 2010
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Chiesa di Santa Maria

Le origini

Già nel XIV secolo i documenti riportano la presenza della chiesa di Santa Maria del Guazzarello, ma l’importanza assunta come luogo di culto di un vasto territorio portò già nel 1461 alla sostituzione con un nuovo edificio architettonico. Tra il 1573 e il 1598 fu ristrutturata con l’integrazione di nuove cappelle dedicate al culto dei santi per contrastare l’azione della riforma protestante che invece ne condannava l’idolatria. Nel 1606 fu eretta a pieve e sottratta quindi alla giurisdizione di Dugliolo.

La ricostruzione

L’aumento della popolazione e quindi le nuove esigenze della comunità portarono a un intervento di ristrutturazione tra il XVII e XVIII secolo, periodo in cui raggiungerà la sua massima dimensione.
Non si pensò a una ristrutturazione dell’edificio precedente ma alla costruzione di un edificio completamente nuovo.
La facciata, scandita da lesene, fu costruita su disegno dell’architetto Giacomo Bartoli di Lugano.
Il crocifisso, recentemente restaurato, fu donato alla chiesa dal senatore Cesare Bianchetti e ritenuto miracoloso dai fedeli. In caso di calamità infatti veniva esposto o portato in processione.
Nel 1757 Giuseppe Schiassi cominciò la sistemazione della piazza di fronte alla chiesa e del campanile realizzando un nuovo edificio su quello precedente che era in pessimo stato.
L’erezione della nuova chiesa cominciò nel 1788 per concludersi nel 1794 con la benedizione avvenuta l’8 settembre di quell’anno. La consacrazione risale invece al 1836.

L'interno e le opere conservate

In questa chiesa è evidente la teatralità tipica dello stile neoclassico con capitelli corinzi che imitano i modelli dell’antica Roma.
Di rilievo artistico sono le due tele del pittore ottocentesco Fancelli: il “Sant’Antonio da Padova in adorazione del Bambino” e la tela dell’altare maggiore che come era uso al tempo celava il “mistero” della terracotta policroma di epoca cinque-seicentesca raffigurante la Madonna col Bambino e San Giovannino.
La Madonna incoronata con il Bambino fa parte di quelle numerose opere plastiche che nel XVIII secolo proliferano come opera devozionale e continuamente ridipinte.
Tra le opere pittoriche vale la pena ricordare la “Madonna del Rosario” legata al culto che si sviluppa in epoca controriformista e che vede lo svilupparsi di un modello tipico della figura centrale della vergine attorniata dai 15 misteri in telette separate.

Il campanile

Lo Schiassi arricchì anche il campanile di altre due campane e di un nuovo orologio inaugurato nel dicembre del 1836.

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