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Chiesa e Oratorio della Santissima Trinità

Storia

 

Il piccolo edificio, accuratamente restaurato all’inizio degli anni Novanta, è una delle più importanti testimonianze del ruolo delle Confraternite laicali per l’assistenza ai pellegrini. La Chiesa era infatti luogo di preghiera e di sosta per i pellegrini in viaggio per i luoghi santi.

La prima menzione della Chiesa risale all'ottobre 1580, data in cui la Compagnia di S. Maria di Pieve pagò una prima sovvenzione per l'edificazione della chiesa, e circa venti anni dopo, nel 1603, fu iniziata la costruzione dell'oratorio.
Il vicino ospedaletto, contemporaneo della chiesa e amministrato dalla stessa confraternita, offriva cura e soccorso ai viaggiatori e ai convalescenti dimessi dall'Ospedale di S. Maria.
Sull’altare della chiesetta si conserva una bella pala dedicata alla SS. Trinità, opera del pittore Lucio Massari.
Il gioiello di questa chiesa è costituito dall'oratorio, che racchiude una delle testimonianze più alte del patrimonio artistico pievese: gli splendidi affreschi di Lionello Spada e di Francesco Brizio (dipinti fra il 1612 e il 1615), raffiguranti scene dell'Antico e Nuovo Testamento (uno dei più significativi cicli pittorici del primo seicento bolognese), e il coro ligneo con intarsi di pero, moro e mandorlo su struttura in noce, intagliato da Giovanni da Bergamo: si tratta di una delle opere più raffinate dell’ebanista detto il Venezian, su disegno dello stesso Brizio.

La Chiesa raggiunse la forma attuale tra gli anni 1674-1718, per l'aggiunta di due altari laterali della Madonna di Loreto (1674) e di S. Filippo Neri (1677) e del campanile in stile romanico (1700-1718).

Nel 1692, per aver maggior luce, fu ingrandita la finestra della facciata e la porta d’ingresso e nel 1742 fu aperta la finestrella tra la Chiesa e l'Oratorio, sopra i due altari maggiori addossati ai due lati della parte mediana.

La Chiesa e l’Oratorio, pur non avendo connotazioni artistiche proprie, si potrebbero definire di stile classico di fine ‘500 e inizio ‘600 con richiami al romanico all’esterno (facciata e campanile) e al barocco all’interno (altari laterali).

La Compagnia della SS.ma Trinità fu soppressa nel 1798 con l'arrivo dì Napoleone.

Nel 1810 la Chiesa e l'Oratorio furono dichiarati proprietà del vicino Ospedale di Santa Maria.

L'oratorio

Gli affreschi che ornano le pareti dell'Oratorio, i cui autori avevano lavorato a Bologna nei primi anni del’600 con maestri quali, Ludovico Carracci e Guido Reni, illustrano alcune scene dall'Antico Testamento tratte dal Libro della Genesi: la Creazione di Adamo, la Torre di Babele, i Tre Angeli in visita ad Abramo, la Distruzione di Sodoma con Lot e le figlie, la Scala di Giacobbe e la Lotta di Giacobbe e l'Angelo; l'unica scena presa dal  Nuovo Testamento, è il Battesimo di Cristo.

Il trionfale uso delle immagini e la scelta dei temi proposti vogliono esprimere in senso più generale la chiara risposta della Chiesa Cattolica, alla Riforma avviata da Martin Lutero e nel dettaglio mirano ad esaltare: il Dogma della SS.ma Trinità, che negli affreschi è continuamente richiamato; l'Alleanza fra Dio e l'uomo, filo conduttore di tutto il ciclo pittorico; l'Ospitalità allo straniero. tema così caro alla Confraternita che ne aveva fatto uno dei punti focali della propria opera caritatevole.

Quello della SS.ma Trinità è uno dei più importanti cicli affrescati della Provincia di Bologna ed è considerata la maggior impresa artistica del secolo in ambito locale. Dagli anni '80 sono stati eseguiti ripetuti interventi di restauro, con il contributo della Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici di Bologna, che si sono conclusi nel 1993 con il concorso dell'Amministrazione Comunale di Pieve di Cento, della Regione Emilia Romagna (IBACN), della Parrocchia e della Cassa di Risparmio di Cento. 

I restauri più recenti hanno interessato l'antico portale ligneo della Chiesa (grazie al Lions Club Pieve di Cento) e la porta del campanile (con il contributo economico del Sig. Maurizio Magri). Le indagini chimico-fisiche preliminari sono state eseguite dal laboratorio dalla Fondazione "Centro Gnudi" di Pieve di Cento.

Informazioni

Via Galuppi angolo via SS. Trinità
40066 Pieve di Cento (BO)


La chiesa è visitabile da metà marzo a settembre:
sabato 15:30-18:30
domenica e festivi  9-12 / 15:30-18:30

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP)
Tel: 0039 051 6862611
Fax: 0039 051 974308

urp@pieve.provincia.bologna.it

www.comune.pievedicento.bo.it