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Chiesa di San Giovanni Battista
Chiesa di San Giovanni Battista
Le origini e l'edificio attuale
La prima chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista risaliva al
1372 costruita in esecuzione di una disposizione testamentaria di Domenico Isolani.
Questa chiesa nel corso dei secoli subì numerose modifiche e rifacimenti finchè Don Tommaso Morelli nominato parroco di Minerbio dal Cardinale Lambertini nel 1732 diede inizio alla
nuova fabbrica dell’odierna Chiesa Parrocchiale di Minerbio che venne realizzata tra il
1733 e il 1737.
A progettare e dirigere la costruzione della Chiesa venne chiamato uno degli architetti più importanti dell’epoca a Bologna, artefice del famoso Santuario di San Luca:
Carlo Francesco Dotti.
Il primo progetto (oggi conservato all’Archiginnasio nella raccolta Gozzadini) venne profondamente modificato in fase di realizzazione.
La costruzione finale infatti vide una cappella maggiore alta e larga quanto la navata, non prevista nel progetto originario e ai lati dell’amplissima cappella centrale, furono poste due cappelle assai più piccole affiancate da due piccoli ambienti di passaggio sovrapposti dall’elegante traforo delle due cantorie.
L’enorme spazio creato dall’incrocio della navata con le cappelle laterali maggiori, in predominio dei vuoti sui pieni, le grandi volte, il distacco fra l’architettura semplicissima della navata e quella aulica della cappella maggiore sono tutti elementi che conferiscono alla costruzione minerbiese un senso di estrema
leggerezza.
Gli artisti
Il Dotti fu un costruttore e non concepì l’ornato se non in funzione dell’architettura.
Per recuperare il suo aspetto originario occorre dunque immaginare l’edificio sgombro dall’appesantimento delle decorazioni pittoriche ottocentesche, eseguite dal figurista
Giuseppe Pedretti e dal quadraturista
Pietro Scandellari che decorarono le volte con le
storie del Battista.
L'interno è tinteggiato con colori tenui che valorizzano l’impressione di leggerezza data dalle linee architettoniche.
Le opere conservate
Nella Chiesa sono conservate alcune opere pittoriche di notevole importanza tra le quali: un dipinto col
Sacro Cuore del Salgazzi, un ovale col
San Carlo di Scuola Reniana, il
San Francesco di Paola del Bertuzzi, La
Madonna della Cintura e
i Santi Sebastiano e Rocco dello Spisanelli e due tele raffiguranti
San Biagio e
Santa Caterina da Siena di Ubaldo Gandolfi risalenti al XVIII secolo ed infine il noto dipinto della
Beata Vergine Addolorata della Scuola del Reni oggetto di particolare devozione popolare; la tradizione vuole infatti che abbia in più occasioni volto lo sguardo agli spettatori.
La "Gloria" del Mazza
Da sottolineare è inoltre il gruppo scultoreo che rappresenta la Gloria del Cristo Creatore realizzato dallo scultore Giuseppe Mazza nel 1700 per un convento bolognese poi soppresso.
Nel catino absidale fu quindi ricavato agli inizi del XIX secolo, dall’architetto Venturoli lo spazio rettangolare utile per ospitare le statue magistralmente collocate dallo scultore neoclassico, Giacomo de Maria.
Il risultato è un’opera scenografica dal fascino indubitabile.
La canonica e il campanile
Di fianco alla chiesa sorge la canonica anch’essa costruita dal Dotti la cui facciata semplice e proporzionata è rimasta inalterata.
Accanto alla Chiesa nel 1700 fu eretto un campanile distrutto però nel 1945 durante un bombardamento del conflitto mondiale.
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