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La pera I.G.P.

L'Emilia Romagna è la culla europea della produzione di pere.
In Emilia Romagna si coltiva il 70% delle pere italiane. In particolare le aree riconosciute dall'Indicazione Geaografica Protetta sono le province di Modena, Ferrara, Bologna, Reggio Emilia e Ravenna.
Le pere dell'Emilia Romagna hanno ottenuto nel 1998 dall'Unione Europea, il riconoscimento di IGP, Identificazione Geografica Protetta. Un riconoscimento a tutela della loro unicità e tipicità. Quelle marchiate con il bollino IGP, infatti, sono solo quelle coltivate secondo uno specifico disciplinare di produzione, volto ad esaltarne i requisiti di qualità e salubrità.

La Storia
Attraverso reperti paleontologici si è potuto stabilire che il pero in Italia era conosciuto fin dai tempi più antichi. Forse già 4000 anni fa l'uomo si cibava dei frutti di questa pomacea. Sono invece più recenti le notizie sulla sua coltivazione. Comunque oltre 350 anni prima di Cristo la coltivazione della pera era abbastanza estesa nella Magna Grecia perché Teofrasto menziona sia le varietà domestiche che quelle coltivate. In epoca romana Catone, e soprattutto, Plinio danno indicazioni precise sulla diffusione del pero e sulle cultivar note, a testimonianza della grande considerazione in cui già allora era tenuto questo fruttifero. Ai tempi di Catone le cultivar conosciute erano appena 6 ma già due secoli più tardi Plinio ne menziona circa 40.
In breve il disciplinare di produzione sancisce che:
- possono essere coltivate solo nelle aree riconosciute IGP
- sono a produzione integrata nel rispetto dell'ambiente e della salute del consumatore
- sono raccolte solo quando hanno raggiunto un certo grado di maturazione
- possono essere commercializzate solo quando hanno raggiunto un certo grado zuccherino
- sono riconoscibili grazie al bollino e alle apposite confezioni
- sono certificate da Check Fruit un organismo accreditato dal Ministero delle Politiche Agricole.