OASI "LA RIZZA"

Un’estesa palude a nord del piccolo abitato feudale era conservata dal Marchese Pizzardi come riserva naturale di caccia e pesca.
Ciò ha permesso di mantenere ancora, in periodo di bonifiche, l’aspetto naturale della zona umida:
in mezzo a distese di canne palustri, giunchi e tife nidificavano le numerose specie di uccelli acquatiche: gli anatidi, i rallidi, i limicoli.

Le acque stagnanti, rinnovate dai molti canaletti e dal Navile, ospitavano pesci, crostacei, anfibi e rettili in quantità tale da sfamare aironi, cormorani e svassi.
I falchi di palude e gli altri rapaci predavano micromammiferi ed altri piccoli animali che popolavano la palude.
Vi si trovavano inoltre volpi, lepri ed altri mammiferi selvatici.

Più tardi la zona venne destinata anche alla coltivazione del tabacco e soprattutto del riso, sfruttando la presenza dell’acqua nel territorio per un’attività economica che è proseguita fino a quarant’anni fa.
Abbandonate le risaie alcuni stagni sono stati utilizzati per l’allevamento del pesce, altri sono stati bonificati e usati per altre coltivazioni.
Una parte delle vecchie risaie, abbandonata dall’uomo, si è progressivamente rinaturalizzata e lì hanno ricominciato a moltiplicarsi stabilmente piante ed animali che avevano popolato in abbondanza l’antica palude. 
Per osservare in tutta tranquillità le caratteristiche degli ambienti acquatici senza disturbare la fauna locale nell’Oasi di Bentivoglio sono stati realizzati due capanni di osservazione situati nella cassa di espansione del Navile, accessibili a piedi o in bicicletta. 

Le zone umide permanenti

Si trovano vicino al Ponte della Morte e nei pressi del “ La Rizza”, dove il Canale Navile disegna un’ansa. 

I Prati umidi

Si possono osservare percorrendo via Olmo.

I boschetti

I boschetti dell’Oasi hanno origini diverse; all’interno dell’impianto di fitodepurazione si può osservare un boschetto di salici cresciuto spontaneamente, quando le vasche furono lasciate incolte mentre il boschetto di pioppi presso il centro “La Rizza” è un residuo delle coltivazioni industriali praticate nei decenni passati.
In varie zone del Parco Agricolo sono state effettuate delle rinaturalizzazioni del territorio con la piantumazione, in periodi diversi, di piante e arbusti autoctoni, tra i quali il salice bianco, il pioppo nero e bianco, il frassino, l’olmo, il carpino, il biancospino, il pruno che ora si mostrano come lembi di boschi idrofili di età diverse.

Le siepi

La siepe più importante del Parco Agricolo fiancheggia l’argine del canale Navile e la strada che porta al centro “La Rizza”.
Altre due siepi si possono osservare percorrendo via Vietta in direzione Ponte Pietra: si trovano a destra, una dietro l’abitato di Bentivoglio e l’altra più a nord, parallela alla prima.
Molto suggestiva appare la fioritura in primavera del pruno selvatico. 

Centro per la reintroduzione della cicogna bianca

Nell’ambito dell’Oasi è stato intrapreso un progetto di reintroduzione della cicogna nella pianura bolognese.

Sono state perciò realizzate alcune voliere nell’area antistante il Centro “La Rizza”.
L’area è stata scelta in primo luogo perché già frequentata da cicogne in migrazione in tempi più o meno recenti.
Inoltre il mosaico di canali, fossi e zone umide poco profonde assicura una ricca fonte di alimentazione.
Infine la presenza di tralicci e cavi aerei ed in particolare di linee elettriche, è ridotta rispetto ad altre aree ugualmente idonee.
Le giovani cicogne, per un periodo che va da 1 a 3 anni vengono tenute in voliere e alimentate giornalmente finchè non si formano le coppie.
Vengono quindi liberate perché imparino ad alimentarsi da sole e si riproducano costruendo i nidi sulle apposite ruote messe nei dintorni delle voliere.
Essendo nate in cattività queste cicogne non migreranno.
I giovani nati in cattività dovrebbero a poco a poco attirare le cicogne selvatiche in migrazione fino a giungere alla formazione di coppie miste che potranno riprodursi e migrare per poi tornare annualmente in questa zona. 

Per informazioni e prenotazione di visite guidate

Accesso libero a piedi lungo il percorso di visita. Il tragitto tocca due capanni per l’osservazione da cui è possibile osservare, senza essere visti, gli animali che sostano nelle zone umide. Le visite guidate debbono essere concordate Cooperativa Arcobaleno

Oasi La Rizza
via Bassa degli Albanelli, 13 - Bentivoglio  (Indicazioni stradali di Google Maps)
tel. 051/6640076 - 3384716668
 
Gestione a cura di
Cooperativa Arcobaleno di Bentivoglio