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Comune di San Pietro in Casale


Breve storia del Comune di San Pietro in Casale

Arrivando a San Pietro in Casale, Comune della provincia di Bologna...

...articolato in nove frazioni (Asia, Cenacchio, Gavaseto, Maccaretolo, Massumatico, Poggetto, Rubizzano, Sant’Alberto, San Benedetto), si percorre idealmente il sito di una antica selva, piena di stagni insalubri, quasi tutto bosco e palude, come dicono gli storici bolognesi, ma nonostante questo, già abitata in età repubblicana dai Romani che vi insediarono una colonia. In seguito, anche questa zona fu travolta dai barbari fino a quando, nel Medioevo, entrò nell’orbita di Bologna.
Passato poi sotto il dominio dello Stato Pontificio, San Pietro rimase un piccolo borgo rurale fino al XVIII secolo, quando si delineò l’impianto urbanistico attuale e Napoleone elevò il paese a titolo di Comune.

La visita al centro può cominciare dall’accogliente piazza Martiri della Liberazione, circondata da portici alla bolognese e chiusa da un prospetto timpanato con orologio.

A pochi passi, in piazza Giovanni XXIII, sorge la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, patroni della città. Ricostruita nella seconda metà dell’Ottocento, è fiancheggiata da una torre campanaria che nella parte inferiore conserva le originarie forme romaniche, mentre la cella a bifore è frutto di un innalzamento cinquecentesco. All’interno della chiesa, possiamo ammirare una tela dedicata ai Santi Pietro e Paolo di scuola guercinesca, una Santa Cecilia attribuita al Gandolfi, alcuni dipinti cinquecenteschi di scuola ferrarese, un San Vincenzo Ferreri di Ercole Graziani risalente al XVIII secolo e l’altare maggiore in bronzo opera dello scultore Mauro Mazzali. Altre opere di quest’ultimo impreziosiscono la piazza: il monumento realizzato nel 2000, in pietra e bronzo, con i simboli dei Santi Pietro e Paolo, collocato sul sagrato; il bassorilievo commemorativo del bombardamento aereo del 9 settembre 1944 realizzato nel 2000; il portale dell’attiguo Oratorio della Visitazione, un capolavoro che racconta, con abilità e grazia, attraverso otto splendide formelle in bronzo, la storia della salvezza.

Il centro vanta un sito di rilevante valore culturale, il Parco culturale urbano, che comprende Casa Frabboni, la Biblioteca “Mario Luzi”, la Biblioteca Ragazzi. Casa Frabboni, ex barchessa di una villa ottocentesca donata all’Amministrazione Comunale dal concittadino Natale Guido Frabboni e recuperata dall’architetto Pier Luigi Cervellati, è aperta al pubblico dal 2003 e ospita al suo interno il primo nucleo del Museo della Città e ampie sale espositive per mostre temporanee.

Percorrendo il capoluogo e le frazioni, si incontrano eleganti esempi di ville signorili.
Nel capoluogo sorge l’ottocentesca Villa Padoa, sede del Comune, la cui grande sala consiliare fu dipinta dal pittore bolognese Leonardo Banzi. Alle pareti sono riprodotte le nove frazioni e la sala è arricchita dal busto marmoreo di Luigi Calori (1807-1896) realizzato nel 1876 dallo scultore Carlo Monari, autore di molti monumenti della Certosa di Bologna.

Nella frazione di Rubizzano sorge il Parco della memoria Casone del Partigiano con lo scopo di mantenere viva la memoria della lotta di liberazione partigiana, la Resistenza, di cui questa zona è stata teatro nel periodo 1943-1945, e diffondere quegli ideali di libertà e di democrazia che spinsero uomini e donne a rischiare la propria vita per la liberazione d’Italia. L’intera area in cui è inserito il Parco è inoltre al centro di un progetto di salvaguardia, tutela e valorizzazione dell’ambiente naturale. Al centro di essa, l’edificio attuale del Casone del Partigiano, in muratura ma rivestito di canne, ricorda un antico casone adibito a rifugio del guardiano della valle, crollato in seguito a cedimenti dovuti al prosciugamento. Il casone originale era stato costruito, forse, verso la fine del Settecento in un isolotto nel mezzo di una vasta palude, utilizzando pali di legno e canne. Nell’ultima guerra, nel periodo 1943-1945, l’edificio, situato tra risaie e valle e raggiungibile solo con imbarcazioni, fu utilizzato come base dalla locale brigata partigiana. All’interno del casone sono conservati cimeli del periodo bellico e lapidi ai caduti per la Liberazione.

Tra gli edifici religiosi delle frazioni, meritano un cenno anche la chiesa di Sant’Andrea di Maccaretolo che conserva la pala d’altare Martirio di Sant’Andrea di Alessandro Guardassoni; la chiesa dei Santi Simone e Giuda di Rubizzano, che già nell’XI secolo apparteneva all’abbazia della Vangadizza, oggi Badia Polesine, con la pala d’altare Madonna con Bambino in gloria e santi Simone e Giuda di Alessandro Guardassoni, Madonna di San Luca tra i santi Rocco e Sebastiano di Francesco Brizio e l’Adorazione dei Magi di ambito bolognese. A pochi metri dalla chiesa, sorge Palazzo Calderini, cinquecentesco, con pregevolissimi affreschi attribuiti alla scuola dei Carracci e, nella zona retrostante, i magazzini edificati alla fine dell’Ottocento sulle vestigia di altri risalenti al 1500. Il Palazzo è di proprietà privata.


Come arrivare:

  • In autobus: linee 97 – 455 – 456 oppure servizio ProntoBus (linea 433): servizio di trasporto a chiamata (tel. 051 290299), ad orario e percorso predefinito, dal lunedì al sabato solo a seguito di prenotazione telefonica. Sul Prontobus sono in vigore le normali tariffe ATC a zone; la prenotazione non ha costi aggiuntivi, salvo la telefonata ad un numero di rete fissa di Bologna.
    Per maggiori info consulta il sito www.atc.bo.it
  • In treno: da Bologna e Ferrara, fermata San Pietro in Casale (per orari vedi sito www.trenitalia.com )
  • In auto: uscita tangenziale 6 seguendo indicazioni Castel Maggiore, Funo, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale.
    Dall’autostrada A13 uscita Altedo seguendo le indicazioni per San Pietro in Casale.

Il Comune di San Pietro in Casale dista 23 km da Bologna e 23 km da Ferrara (in linea d’aria).


Curiosità:

-         Tra le testimonianze più significative dell’importanza storica del luogo, ora in gran parte conservate al Museo Civico Archeologico di Bologna, sono le steli funerarie di Manlius Cordus e dei Cornelii rinvenute nel XVI secolo, un puteale dedicato ad Apollo e al Genio di Augusto da Lucius Apusulenus Eros di inizio I d.C., la statua di un uomo togato facente parte di un monumento funerario a cuspide piramidale scoperta nel XIX secolo, e il sarcofago monumentale del II-III secolo d.C., scoperto nel 1988 nella frazione di Maccaretolo.

-         In un documento del 1443 appare la dicitura villa di San Pietro in Casale, forse in riferimento ad un'antica villa fatta risalire agli Antonini e sulle cui rovine Giovanni II Bentivoglio, nel 1490, fece costruire un grande palazzo in località Le Tombe. Questo edificio sorse come dimora per partite di caccia in valle: un disegno del 1578 mostra il vasto edificio merlato circondato da una fossa con rivellino e ponte levatoio e vigilato da una torre. Demolito nel corso del XVII - XVIII secolo, come pure la chiesetta di San Giovanni, tuttavia il palazzo, pur decaduto e manomesso, conserva ugualmente all'esterno le caratteristiche fondamentali originarie: nel sottotetto sono ancora percepibili modeste tracce di decorazioni pittoriche di età bentivogliesca; è ben visibile lo stemma "inquadrato" Bentivoglio-Sforza. Il palazzo fece parte del napoleonico ducato di Galliera. Pervenne poi al principe Antonio Filippo D'Orleans, da questi ai Torlonia, dai quali è passato per acquisto agli attuali proprietari.

-         L'incremento demografico, l'aumento delle schiere dei braccianti, portarono nuovi insediamenti abitativi (alcuni tipici come il Baraquaj ancor oggi ben visibile) e ad una maggiore concentrazione attorno ai nuclei urbani.

Link al sito del Comune di San Pietro in Casale


Eventi


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